Archive for the ‘Dal giornale’ Category

Rigore o sviluppo. E’ questa l’alternativa?

lunedì, giugno 21st, 2010

Anche al G-20 si sono posti il problema ma il risultato è stato uno 0-0, o meglio, ognuno è andato per la sua strada scegliendo la propria ricetta.
L’Eurozona sembra stia dalla parte del rigore, mentre paesi come gli Usa, in alleanza con paesi emergenti come l’India, dalla parte dello sviluppo.
Con il rischio da una parte che l’eccessivo contenimento della spesa pubblica ammazzi sul nascere qualunque vagito di ripresa e che, dall’altro, si ripercorrano strade che già hanno portato i Paesi sull’orlo del default. Le ricette verdi sembrano per ora esse state messe un po’ da parte, quasi fossero un passatempo per il momento della ricreazione, che, indubbiamente, è finita.

La green economy, soprattutto nel nostro paese, sconta la fama di rappresentare un costo anziché essere vista come un volano per lo sviluppo. Ma ricordiamo che green economy è innanzi tutto risparmio energetico e dunque risparmio diretto, oltre che riduzione della dipendenza e sviluppo di un’economia correlata. Green economy è sviluppo di un settore industriale manifatturiero e di servizi, secondo modelli di impresa in cui l’Italia ha da sempre saputo giocare da campione. Green economy è sviluppo di posti di lavoro anche in aree tradizionalmente povere di risorse tradizionali, ma ricche di vento, di sole e di acqua. E se non bastasse ricordiamo che la Germania, rigorista in economia, ha puntato da tempo sul verde e oggi ha la leadership Europea nel settore in termini di crescita occupazionale e di sviluppo economico.

Sarebbe però indispensabile una strategia chiara, di lunga durata, necessariamente bipartisan, condivisa fra impresa e lavoro, che vada ad abbattere gli ostacoli burocratici e definisca in modo chiaro le competenze.
Un miracolo per il nostro paese? Cosa ne pensate?

Comunicateci il vostro punto di vista, scrivendo a redazione@green-voice.eu o intervenendo sul blog

Il Paese è unito sulle Rinnovabili, intervista a Renato Mannheimer

lunedì, giugno 21st, 2010

Le persone in Italia sono orientate molto positivamente verso tutte le energie rinnovabili, il solare innanzi tutto, seguito immediatamente dall’eolico”, sostiene Renato Mannheimer, alla guida di ISPO, una delle più note e qualificate società di ricerca sociale, economica e di opinione. Un’indagine recentemente dall’Istituto condotta per conto di APER, l’associazione dei produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, sul gradimento dell’eolico da parte dei cittadini,conferma ampiamente questo orientamento.

Cosa pensano invece gli italiani delle energie tradizionali e del nucleare?
C’è un’idea negativa delle fonti energetiche tradizionali, come petrolio e carbone, a cui corrisponde viceversa un particolare favore verso i fornitori di energia che dichiarano di usare fonti rinnovabili e che vengono dunque visti con particolare simpatia. Per quanto riguarda il nucleare le persone sono divise a metà; in questo caso l’opinione è molto legata all’orientamento politico, ma ciò che prevale è una grande disinformazione, in pratica nessuno ci capisce niente.


Per leggere l’intervista completa e il focus sull’eolico scarica il pdf del numero di giugno

Rinascimento nucleare o sconsiderato spreco di risorse?

lunedì, maggio 24th, 2010

Il ritorno al nucleare, deciso dal Governo e sancito con l’accordo fra Enel e Edf, la società elettrica francese, per l’adozione della tecnologia di terza generazione EPR (European Pressurized Reactor ) di cui è licenziataria AREVA fa discutere. Le posizioni e gli appelli, favorevoli e contrari, a differenza del passato non hanno però un approccio ideologico, ragionano soprattutto sulla opportunità economica della scelta, evidenziano le criticità da superare, valutano quanto il nucleare o piuttosto una maggior focalizzazione sulle rinnovabili possa essere utile allo sviluppo di un’industria nazionale nel settore dell’energia. Purtroppo però le stesse cifre portate a sostegno dell’una e dell’altra tesi non sempre sono confrontabili, rendendo complesso per la popolazione, che inevitabilmente deve essere coinvolta, e per le imprese, orientarsi.

Per leggere il focus sul ritorno al nucleare, con il punto di vista del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, di Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, Stefano Monti, di Enea, Marco Ricotti, del Politecnico di Milano, Gianluigi Angelantoni, managing director Angelantoni Industrie, Stefania Vurchio, di  Isofoton Italia, e… molti altri, scarica il pdf del numero di maggio

E’ la fine dell’era del petrolio?

lunedì, maggio 24th, 2010

Un disastro ambientale, quello nel Golfo del Messico, senza precedenti con costi economici, ambientali e politici incalcolabili. Una grande multinazionale, la BP che, anche se riuscisse a chiudere la falla e a bloccare la fuoriuscita del petrolio (soluzione che sembra sempre meno probabile con il passare dei giorni), dovrebbe farsi carico di responsabilità e costi che potrebbero portarla al fallimento, con conseguenze inimmaginabili per tutto il settore ed il suo indotto. Nel frattempo Obama ha dato lo stop alle perforazioni ed altri governi in tutto il mondo potrebbero seguire il suo esempio. Mentre dunque le riserve di petrolio stanno per esaurirsi, non è ipotizzabile lo sfruttamento di  nuovi giacimenti; il prezzo del petrolio è nel frattempo alto e tale sembra destinato a rimanere.
L’opinione pubblica si indigna e diventa sempre più consapevole del costo di una speculazione forsennata e incosciente, grazie alle immagini di migliaia di chilometri di coste distrutte, di specie in via di estinzione, di habitat che ci metteranno decenni per tornare allo stato precedente, se mai ci riusciranno. L’Unione Europea che già ha manifestato maggiore sensibilità sulla necessità di abbattere le emissioni di CO2, potrebbe in questa fase svolgere un ruolo di traino, rispetto allo smarrimento che sembra prevalere negli Usa, la cui economia è ancora prevalentemente basata sul petrolio, per rilanciare un’economia veramente green basata su energie rinnovabili e soprattutto sul risparmio energetico, che potrebbe far leva su un’opinione pubblica molto sensibile e mobilitata sulla tutela del territorio. Ma non è affatto semplice. La fine dell’era del petrolio non si decreta per legge, né tanto meno è sufficiente chiudere il rubinetto. Se ci guardiamo intorno ci troviamo ancora in piena età petrolifera.
Cosa ne pensate? Comunicateci il vostro punto di vista, scrivendo a redazione@green-voice.eu o intervenendo sul blog

Il business delle biomasse e dei biocarburanti nel sistema industriale italiano

lunedì, aprile 26th, 2010

Il Biomass Energy Report 2009, curato dall’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, affronta il settore delle biomasse in senso lato, dal recupero energetico dei rifiuti alla produzione di biocarburanti (bioetanolo e biodiesel), dall’impiego delle biomasse agro-forestali per la produzione di calore ed energia elettrica sino alla combustione del biogas derivante dagli scarti agricoli o dai reflui civili e industriali.
Abbiamo chiesto al Prof. Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano,  quali sono i dati significativi che emergono dal Report 2009

Il quadro sullo stato dell’industria italiana delle biomasse” afferma Vittorio Chiesa “ è ricco di chiaroscuri, con potenziali di sviluppo “sulla carta” estremamente promettenti – derivanti ad esempio dall’obbligo sancito a livello europeo di immissione crescente di carburanti “bio” o ancora dalla evidente volontà di chiudere il capitolo delle “emergenze rifiuti” – ma altrettanti “limiti” che si manifestano all’atto pratico – nella complessità delle procedure autorizzative, nei conflitti con la filiera del food o ancora nel rischio che siano le grandi imprese straniere che controllano i flussi di import delle materie prime e dei semilavorati ad appropriarsi di gran parte del “valore” che gli schemi di incentivazione italiani mettono a disposizione del settore.”

Il principale obiettivo di questa prima edizione del Biomass Energy Report è quello di fornire un quadro il più possibile completo ed organico del business delle bioenergie in Italia, focalizzandosi sulle diverse modalità attraverso cui le biomasse possono essere valorizzate dal punto di vista energetico. In particolare, lo studio ha preso in esame la produzione di energia elettrica e termica da biomasse agroforestali, la termovalorizzazione dei Rifiuti Solidi Urbani, la generazione di energia elettrica in impianti alimentati a biogas e l’utilizzo di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo) nel settore del trasporto.

Per leggere l’articolo competo e il focus su biomasse e biocarburanti, scarica il pdf completo del numero di aprile

L’Aquila, Copenhagen, Venezia, Patto per l’Ambiente:grandi e piccoli passi per centrare gli obiettivi

domenica, luglio 19th, 2009

Il punto di vista del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo

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Finanza verde per chi investe nel fotovoltaico

domenica, luglio 19th, 2009

Le più importanti banche italiane alla prova dell’ambiente. Ne parlano BNL, Intesa San Paolo, MontePaschi, Popolare di Milano, Unicredit

Finanza verde per chi investe nel fotovoltaico, prima pagina
Finanza verde per chi investe nel fotovoltaico, seconda pagina

Big Green, l’evoluzione in chiave verde di IBM – Intervista a Francesco Stronati

domenica, luglio 19th, 2009

Quali consigli e quale supporto vengono da un importante fornitore globale di informatica come IBM per una IT più rispettosa dell’ambiente oltre che meno energivora? E quale esempio di buone pratiche in campo ambientale fornisce, come grande azienda internazionale?
Risponde Francesco Stronati di IBM, Vice President, Sector Sales & Mainframe Alliance STG, Southwest Europe.

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