L’opinione di Antonio Costato, Vicepresidente Confindustria per l’Energia e il Mercato
Dott. Costato, come sarà il 2010 per l’industria italiana?
“Nel 2009 l’impatto della crisi finanziaria sull’economia reale è stato pesante. Un anno fa, assistevamo al fallimento di Lehman Brothers e New York sembrava lontanissima. Oggi le imprese italiane, in particolare le PMI, sono in grande difficoltà a causa del crollo della domanda e del credit crunch. I fatturati hanno subito una forte contrazione e, in alcuni settori, sono addirittura crollati. La capacità produttiva utilizzata continua ad essere bassa e, in particolare per i beni di investimento, non si vedono ancora significativi segnali di recupero degli ordini. Solo nel 2010 avremo l’auspicata inversione di tendenza ma la ripresa sarà lenta e difficile. Ci vorranno anni per tornare ai livelli di produzione pre-crisi ed alcuni settori ne usciranno significativamente ridimensionati. Serviranno grandi ristrutturazioni, riconversioni e cambiamenti anche nelle politiche degli imprenditori. E’ uno sforzo a cui le industrie non si sottrarranno ma non basta. Anche lo Stato deve fare la sua parte e riformare la macchina perché il Paese possa ripartire“
Qual è la ricetta per uscire dalla crisi e che proposte ha Confindustria?
“Il momento storico che stiamo affrontando è senza dubbio il più difficile dal dopo guerra. La crisi ci ha fatto capire che
non si può vivere di rendita e che il mercato deve produrre e distribuire risorse su baLsi meritocratiche e di giustizia. Le idee e l’innovazione sono il vero motore del futuro, se una società si adagia sulle proprie certezze e smette di costruire, rischia di rimanere al palo.
Per uscire dalla crisi dobbiamo liberarci dalle rendite e dare vita a business capaci di sostenere la complessità dei mercati globali.
Ma è anche necessario ripristinare un’idea corretta di quello che deve essere il mercato: uno strumento per creare e distribuire risorse su basi eque. È il momento di riequilibrare una situazione che ha creato tanti danni e che sarà difficile ma non impossibile recuperare solo se si interviene subito”.
La Green Economy può contribuire e in che modo a uscire dalla crisi?
“Lo sviluppo delle rinnovabili rappresenta un’importante opportunità di crescita per l’industria nazionale, ma anche una sfida alla nostra intelligenza e capacità di inventare soluzioni. Confindustria è convinta che il sistema imprenditoriale italiano sia assolutamente in grado di cogliere la sfida per liberare il Paese dall’attuale dipendenza energetica lavorando su più fronti: attivazione di fonti alternative, riduzione dei consumi e messa in efficienza dei sistemi. Auspichiamo che la politica di sostegno alle rinnovabili sia modulata tenendo conto dell’evoluzione tecnologica, dei reali costi sostenuti dagli operatori e delle effettive potenzialità dei settori coinvolti. Un sistema più monitorato darà maggiore impulso allo sviluppo di soluzioni più efficienti, oggi penalizzate da un meccanismo di attribuzione degli incentivi poco selettivo e a volte troppo generoso”.