Archive for the ‘Focus’ Category

Rinascimento nucleare o sconsiderato spreco di risorse?

lunedì, maggio 24th, 2010

Il ritorno al nucleare, deciso dal Governo e sancito con l’accordo fra Enel e Edf, la società elettrica francese, per l’adozione della tecnologia di terza generazione EPR (European Pressurized Reactor ) di cui è licenziataria AREVA fa discutere. Le posizioni e gli appelli, favorevoli e contrari, a differenza del passato non hanno però un approccio ideologico, ragionano soprattutto sulla opportunità economica della scelta, evidenziano le criticità da superare, valutano quanto il nucleare o piuttosto una maggior focalizzazione sulle rinnovabili possa essere utile allo sviluppo di un’industria nazionale nel settore dell’energia. Purtroppo però le stesse cifre portate a sostegno dell’una e dell’altra tesi non sempre sono confrontabili, rendendo complesso per la popolazione, che inevitabilmente deve essere coinvolta, e per le imprese, orientarsi.

Per leggere il focus sul ritorno al nucleare, con il punto di vista del sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, di Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, Stefano Monti, di Enea, Marco Ricotti, del Politecnico di Milano, Gianluigi Angelantoni, managing director Angelantoni Industrie, Stefania Vurchio, di  Isofoton Italia, e… molti altri, scarica il pdf del numero di maggio

Il business delle biomasse e dei biocarburanti nel sistema industriale italiano

lunedì, aprile 26th, 2010

Il Biomass Energy Report 2009, curato dall’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, affronta il settore delle biomasse in senso lato, dal recupero energetico dei rifiuti alla produzione di biocarburanti (bioetanolo e biodiesel), dall’impiego delle biomasse agro-forestali per la produzione di calore ed energia elettrica sino alla combustione del biogas derivante dagli scarti agricoli o dai reflui civili e industriali.
Abbiamo chiesto al Prof. Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano,  quali sono i dati significativi che emergono dal Report 2009

Il quadro sullo stato dell’industria italiana delle biomasse” afferma Vittorio Chiesa “ è ricco di chiaroscuri, con potenziali di sviluppo “sulla carta” estremamente promettenti – derivanti ad esempio dall’obbligo sancito a livello europeo di immissione crescente di carburanti “bio” o ancora dalla evidente volontà di chiudere il capitolo delle “emergenze rifiuti” – ma altrettanti “limiti” che si manifestano all’atto pratico – nella complessità delle procedure autorizzative, nei conflitti con la filiera del food o ancora nel rischio che siano le grandi imprese straniere che controllano i flussi di import delle materie prime e dei semilavorati ad appropriarsi di gran parte del “valore” che gli schemi di incentivazione italiani mettono a disposizione del settore.”

Il principale obiettivo di questa prima edizione del Biomass Energy Report è quello di fornire un quadro il più possibile completo ed organico del business delle bioenergie in Italia, focalizzandosi sulle diverse modalità attraverso cui le biomasse possono essere valorizzate dal punto di vista energetico. In particolare, lo studio ha preso in esame la produzione di energia elettrica e termica da biomasse agroforestali, la termovalorizzazione dei Rifiuti Solidi Urbani, la generazione di energia elettrica in impianti alimentati a biogas e l’utilizzo di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo) nel settore del trasporto.

Per leggere l’articolo competo e il focus su biomasse e biocarburanti, scarica il pdf completo del numero di aprile

Energia: le strategie green delle maggiori imprese

domenica, ottobre 18th, 2009

I combustibili fossili non scompariranno dall’oggi al domani, ma l’obiettivo di impiegare in modo crescente energie ad emissioni zero a costi ragionevoli è tutt’altro che un miraggio. L’ex vicepresidente americano Al Gore ha ad esempio  proposto un modello di consumi energetici basato su un piano che potrebbe essere concretamente realizzabile. La sua idea prevede da un lato un decremento della domanda del 28% attraverso l’aumento dell’efficienza, e dall’altro l’incremento altrettanto dell’offerta di energia da fonti rinnovabili (eolica, solare e geotermica). Ilrisultato potrebbe essere, per il 2020, impiego di un’energia a zero emissioni. Anche in Italia si sta diffondendo il ricorso alle energie rinnovabili, anche se prevalgono le tradizionali come l’ idroelettrica che contribuisce per più del70%, secondo i dati più recenti, relativi al 2008, pubblicati dal GSE (Gestore Servizi Elettrici). Lo scorso anno sono stati prodotti più di 58 GWh da fonti rinnovabili, pari al 18,2% della produzione totale, che derivano da biomasse e rifiuti per il 10,2%, dalla geotermia con il 9,5%,dall’eolico con l’8,4% e infine il solare con appena lo 0,33%, con cui si posizione però al terzo posto in Europa per la produzione da fonte solare dietro Germania e Spagna.
Ma è noto che la crescita per quest’ultima fonte si è realizzata soprattutto nell’anno in corso. La percentuale di produzione da fonti rinnovabili colloca l’Italia immediatamente al di sopra della media europea (17,5%) e al di sopra di paesi come la Germania (14,5%), la Francia (12,9%) e l’Inghilterra (5,6%).
Un termometro importante dell’evoluzione viene dalle scelte delle aziende del settore energia di alcune delle quali riportiamo.
Le strategie di ENI, ENEL ed E.On
Interviste a:
Mario Molinari, direttore generale di Sorgenia
Fabio Bocchiola, responsabile del gruppo Rätia in Italia

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