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		<title>Costituito presso il Ministero dell’Ambiente il Gruppo Comunicazione Mobilità Sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 16:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trasporti Intelligenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è costituito presso il Ministero dell’Ambiente il “Gruppo Mob”, Gruppo per la Comunicazione della Mobilità sostenibile”.
Il Gruppo è nato con l’obiettivo di sostenere con idee, iniziative e supporti scientifici l&#8217;attività di comunicazione del Ministero dell’Ambiente nell&#8217;ambito delle attività della diffusione della cultura della mobilità sostenibile.
Il gruppo è aperto alla partecipazione di tutti i soggetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è costituito presso il <span style="color: #008000;"><strong>Ministero dell’Ambiente</strong></span> il <strong><span style="color: #008000;">“Gruppo Mob”</span></strong>, Gruppo per la Comunicazione della Mobilità sostenibile”.<br />
Il Gruppo è nato con l’obiettivo di sostenere con idee, iniziative e supporti scientifici l&#8217;attività di comunicazione del Ministero dell’Ambiente nell&#8217;ambito delle attività della diffusione della cultura della mobilità sostenibile.<br />
Il gruppo è aperto alla partecipazione di tutti i soggetti che hanno conoscenze, tecniche, scientifiche e professionali in grado di fornire adeguati contributi alla diffusione della cultura della mobilità sostenibile. Le adesioni e le partecipazioni al gruppo sono volontarie ed a titolo assolutamente gratuito.<br />
Al “Gruppo Mob” hanno aderito Gabriele Grea, Certet Bocconi, Edoardo Croci, Iefe Bocconi, Mario Molteni, Altis Cattolica Milano,  Fabio Casiroli, Politecnico Milano; Andrea Cerroni, Macsis Bicocca;  Giorgio Beghella, Monza Research Institute/Autodromo di Monza; Andrea Baracco, Low Impact, Barbara Covili, Mobility Tech.</p>
<p>In particolare il Gruppo Mob si propone l&#8217;organizzazione della <span style="color: #008000;"><strong>Conferenza sulla Comunicazione della Mobilità Sostenibile</strong><span style="color: #000000;"> (nella primavera 2011)</span></span><span style="color: #000000;"> </span>che consenta di predisporre un programma operativo di interventi in questo campo. Saranno invitati tutti gli attori della filiera mobilità sostenibile.</p>
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		<title>Parte con 150 milioni di euro la più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 16:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la finalizzazione dell’accordo firmato da Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics il 4 gennaio 2010, la joint venture paritetica 3Sun per un project financing da  150 milioni, entra nella fase operativa. Sono infatti  stati nominati gli organi societari con  l’obiettivo di messa in opera dello stabilimento di Catania destinato a produrre in modo integrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la finalizzazione dell’accordo firmato da <span style="color: #008000;"><strong>Enel Green Power</strong></span>, <span style="color: #008000;"><strong>Sharp</strong></span> e <span style="color: #008000;"><strong>STMicroelectronics</strong></span> il 4 gennaio 2010, la <em>joint venture</em> paritetica <span style="color: #008000;"><strong>3Sun</strong></span> per un <em>project financing </em>da  150 milioni, entra nella fase operativa. Sono infatti  stati nominati gli organi societari con  l’obiettivo di messa in opera dello stabilimento di Catania destinato a produrre in modo integrato celle e moduli fotovoltaici innovativi, nella più grande fabbrica italiana di pannelli fotovoltaici</p>
<p>La capacità produttiva iniziale di pannelli fotovoltaici dello stabilimento siciliano, pari a <span style="color: #008000;"><strong>160 MW all’anno</strong></span>, sarà finanziata mediante una combinazione di capitale proprio, finanziamenti del <strong><span style="color: #008000;">CIPE</span></strong> – che ha recentemente deliberato uno stanziamento di <span style="color: #008000;"><strong>49 milioni di euro</strong></span> a favore dell’iniziativa – e <em>project financing </em>con primari istituti di credito. <strong><span style="color: #008000;">Ogni partner ha sottoscritto un terzo del capitale</span></strong> – con un impegno, in linea con quanto già annunciato, di 70 milioni di euro ciascuno, in <em>cash</em> o in <em>asset</em> materiali e immateriali &#8211; e detiene un terzo delle azioni della <em>joint venture</em>.</p>
<p><span id="more-360"></span>I tre <em>partner</em> apportano nella 3Sun le loro specifiche competenze: Enel Green Power, nello sviluppo del mercato delle fonti rinnovabili a livello internazionale e nel <em>project management</em>; Sharp, nella tecnologia esclusiva del film sottile a tripla giunzione in produzione dalla primavera di quest’anno nella fabbrica di Sakai, in Giappone; e STMicroelectronics nelle capacità manifatturiere, con personale altamente specializzato in settori all’avanguardia tecnologica come la microelettronica.</p>
<p>La fabbrica, la cui produzione si prevede possa essere incrementata nel corso dei prossimi anni a 480 MW all’anno, si caratterizzerà da subito come la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici a livello nazionale. E’ previsto che la produzione dei pannelli nell’impianto di Catania venga avviata nel secondo semestre 2011.</p>
<p>Enel Green Power e Sharp hanno inoltre costituito un’ulteriore <em>joint venture</em>, la Enel Green Power &amp; Sharp Solar Energy – ESSE, che ha come obiettivo la realizzazione e gestione congiunta di campi fotovoltaici per la produzione e commercializzazione di energia elettrica da fonte solare &#8211; per una capacità installata totale di oltre 500 MW nella regione mediterranea entro il 2016 &#8211; utilizzando i pannelli prodotti dallo stabilimento etneo.<br />
La produzione della fabbrica catanese sarà inoltre destinata a soddisfare la domanda dei più promettenti mercati del solare di Europa, Medioriente e Africa, con particolare riguardo all’area mediterranea, nella quale Enel Green Power e Sharp contano già su un’importante rete di vendita. Anche Enel.si, società controllata da Enel Green Power specializzata nell’installazione di impianti fotovoltaici sul mercato <em>retail</em>, parteciperà alla commercializzazione, offrendo i pannelli attraverso la propria rete in <em>franchising</em> composta da oltre 550 installatori qualificati distribuiti su tutto il territorio italiano.</p>
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		<title>Conto energia e  linee guida, il commento di APER</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 16:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Aper]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza unificata]]></category>
		<category><![CDATA[conto energia]]></category>

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		<description><![CDATA[ “E’ con un sospiro di sollievo che è stata accolta la notizia dell’approvazione da parte della Conferenza Unificata di due tra i provvedimenti più attesi dal settore, ovvero le linee guida per l’attuazione dell’art. 12 del D. Lgs 387/2003 (la lunga attesa è durata ben 7 anni) e il nuovo decreto Conto Energia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> “E’ con un sospiro di sollievo che è stata accolta la notizia dell’approvazione da parte della Conferenza Unificata di due tra i provvedimenti più attesi dal settore, ovvero le linee guida per l’attuazione dell’art. 12 del D. Lgs 387/2003 </em><em>(la lunga attesa è durata ben 7 anni) e il nuovo decreto Conto Energia per l’incentivazione del fotovoltaico nel prossimo triennio</em>”, è stato questo il commento di <span style="color: #008000;"><strong>APER</strong></span>, l’associazione che riunisce a rappresenta i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, che per bocca del direttore, <span style="color: #008000;"><strong>Marco Pigni</strong></span>, spiega: <em>“Accogliamo con favore questi due importanti provvedimenti, che non solo introducono finalmente elementi di stabilità e certezza nel settore, ma lo indirizzano anche con maggiore credibilità verso gli obiettivi vincolanti del Piano d’Azione Nazionale al 2020, in fase di presentazione a Bruxelles proprio in questi giorni”.</em><br />
L’Associazione ha però anche evidenziato l’incognita dell’art. 45 della manovra economica in fase di approvazione, augurandosi che, sulla scia di questi due provvedimenti, il Governo e il Parlamento confermino la volontà di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.</p>
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		<title>Rigore o sviluppo. E&#8217; questa l’alternativa?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal giornale]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche al G-20 si sono posti il problema ma il risultato è stato uno 0-0, o meglio, ognuno è andato per la sua strada scegliendo la propria ricetta.
L’Eurozona sembra stia dalla parte del rigore, mentre paesi come gli Usa, in alleanza con paesi emergenti come l’India, dalla parte dello sviluppo.
Con il rischio da una parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche al G-20 si sono posti il problema ma il risultato è stato uno 0-0, o meglio, ognuno è andato per la sua strada scegliendo la propria ricetta.<br />
L’Eurozona sembra stia dalla parte del rigore, mentre paesi come gli Usa, in alleanza con paesi emergenti come l’India, dalla parte dello sviluppo.<br />
Con il rischio da una parte che l’eccessivo contenimento della spesa pubblica ammazzi sul nascere qualunque vagito di ripresa e che, dall’altro, si ripercorrano strade che già hanno portato i Paesi sull’orlo del default. Le ricette verdi sembrano per ora esse state messe un po’ da parte, quasi fossero un passatempo per il momento della ricreazione, che, indubbiamente, è finita.</p>
<p>La<span style="color: #003300;"> <strong>green economy</strong></span>, soprattutto nel nostro paese, sconta la fama di rappresentare un costo anziché essere vista come un volano per lo sviluppo. Ma ricordiamo che<span style="color: #003300;"> <strong>green economy</strong></span> è innanzi tutto risparmio energetico e dunque risparmio diretto, oltre che riduzione della dipendenza e sviluppo di un’economia correlata. <span style="color: #003300;"><strong>Green economy</strong></span> è sviluppo di un settore industriale manifatturiero e di servizi, secondo modelli di impresa in cui l’Italia ha da sempre saputo giocare da campione. <span style="color: #003300;"><strong>Green economy</strong></span> è sviluppo di posti di lavoro anche in aree tradizionalmente povere di risorse tradizionali, ma ricche di vento, di sole e di acqua. E se non bastasse ricordiamo che la Germania, rigorista in economia, ha puntato da tempo sul verde e oggi ha la leadership Europea nel settore in termini di crescita occupazionale e di sviluppo economico.</p>
<p>Sarebbe però indispensabile una strategia chiara, di lunga durata, necessariamente bipartisan, condivisa fra impresa e lavoro, che vada ad abbattere gli ostacoli burocratici e definisca in modo chiaro le competenze.<br />
Un miracolo per il nostro paese? Cosa ne pensate?<br />
<span style="color: #003300;"><strong><br />
Comunicateci il vostro punto di vista, scrivendo a <a href="mailto:redazione@green-voice.eu">redazione@green-voice.eu</a> o intervenendo sul blog</strong></span></p>
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		<title>Il Paese è unito sulle Rinnovabili, intervista a Renato Mannheimer</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 14:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal giornale]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Le persone in Italia sono orientate molto positivamente verso tutte le energie rinnovabili, il solare innanzi tutto, seguito immediatamente dall’eolico”, sostiene Renato Mannheimer, alla guida di ISPO, una delle più note e qualificate società di ricerca sociale, economica e di opinione. Un’indagine recentemente dall’Istituto condotta per conto di APER, l’associazione dei produttori di energia elettrica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le persone in Italia sono orientate molto positivamente verso tutte le energie rinnovabili, il solare innanzi tutto, seguito immediatamente dall’eolico”</em>, sostiene <strong>Renato Mannheimer</strong>, alla guida di <strong>ISPO</strong>, una delle più note e qualificate società di ricerca sociale, economica e di opinione. Un’indagine recentemente dall’Istituto condotta per conto di <strong>APER</strong>, l’associazione dei produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, sul gradimento dell’eolico da parte dei cittadini,conferma ampiamente questo orientamento.</p>
<p><strong>Cosa pensano invece gli italiani delle energie tradizionali e del nucleare?</strong><em><br />
C’è un’idea negativa delle fonti energetiche tradizionali, come petrolio e carbone, a cui corrisponde viceversa un particolare favore verso i fornitori di energia che dichiarano di usare fonti rinnovabili e che vengono dunque visti con particolare simpatia. Per quanto riguarda il nucleare le persone sono divise a metà; in questo caso l’opinione è molto legata all’orientamento politico, ma ciò che prevale è una grande disinformazione, in pratica nessuno ci capisce niente.</em></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong><br />
<a href="http://www.green-voice.eu/file/greenvoice_7.pdf" target="_blank">Per leggere l&#8217;intervista completa e il focus sull&#8217;eolico scarica il pdf del numero di giugno</a></strong></span></p>
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		<title>Rinascimento nucleare o sconsiderato spreco di risorse?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 15:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ritorno al nucleare, deciso dal Governo e sancito con l’accordo fra Enel e Edf, la società elettrica francese, per l’adozione della tecnologia di terza generazione EPR (European Pressurized Reactor ) di cui è licenziataria AREVA fa discutere. Le posizioni e gli appelli, favorevoli e contrari, a differenza del passato non hanno però un approccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><span style="color: #008000;">ritorno al nucleare</span></strong>, deciso dal <span style="color: #008000;"><strong>Governo</strong></span> e sancito con l’accordo fra <strong><span style="color: #008000;">Enel e Edf</span></strong>, la società elettrica francese, per l’adozione della tecnologia di terza generazione EPR (European Pressurized Reactor ) di cui è licenziataria AREVA fa discutere. Le posizioni e gli appelli, favorevoli e contrari, a differenza del passato non hanno però un approccio ideologico, ragionano soprattutto sulla opportunità economica della scelta, evidenziano le criticità da superare, valutano quanto il nucleare o piuttosto una maggior focalizzazione sulle rinnovabili possa essere utile allo sviluppo di un’industria nazionale nel settore dell’energia. Purtroppo però le stesse cifre portate a sostegno dell’una e dell’altra tesi non sempre sono confrontabili, rendendo complesso per la popolazione, che inevitabilmente deve essere coinvolta, e per le imprese, orientarsi.</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Per leggere il focus sul ritorno al nucleare</span></strong>, con il punto di vista del sottosegretario allo Sviluppo economico <span style="color: #008000;"><strong>Stefano Saglia</strong></span>, di <span style="color: #008000;"><strong>Gianni Silvestrini</strong></span>, direttore scientifico del Kyoto Club, <span style="color: #008000;"><strong>Stefano Monti</strong></span>, di Enea, <span style="color: #008000;"><strong>Marco Ricotti</strong></span>, del Politecnico di Milano,<span style="color: #008000;"> <strong>Gianluigi Angelantoni</strong></span>, managing director Angelantoni Industrie, <span style="color: #008000;"><strong>Stefania Vurchio</strong></span>, di  Isofoton Italia, e&#8230; molti altri, <span style="color: #008000;"><a href="http://www.green-voice.eu/file/GreenVoice_6_2010.pdf" target="_blank"><strong>scarica il pdf del numero di maggio</strong></a></span></p>
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		<title>E’ la fine dell’era del petrolio?</title>
		<link>http://www.green-voice.eu/?p=312</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 06:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal giornale]]></category>

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		<description><![CDATA[Un disastro ambientale, quello nel Golfo del Messico, senza precedenti con costi economici, ambientali e politici incalcolabili. Una grande multinazionale, la BP che, anche se riuscisse a chiudere la falla e a bloccare la fuoriuscita del petrolio (soluzione che sembra sempre meno probabile con il passare dei giorni), dovrebbe farsi carico di responsabilità e costi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un disastro ambientale, quello nel Golfo del Messico, senza precedenti con costi economici, ambientali e politici incalcolabili. Una grande multinazionale, la BP che, anche se riuscisse a chiudere la falla e a bloccare la fuoriuscita del petrolio (soluzione che sembra sempre meno probabile con il passare dei giorni), dovrebbe farsi carico di responsabilità e costi che potrebbero portarla al fallimento, con conseguenze inimmaginabili per tutto il settore ed il suo indotto. Nel frattempo Obama ha dato lo stop alle perforazioni ed altri governi in tutto il mondo potrebbero seguire il suo esempio. Mentre dunque le riserve di petrolio stanno per esaurirsi, non è ipotizzabile lo sfruttamento di  nuovi giacimenti; il prezzo del petrolio è nel frattempo alto e tale sembra destinato a rimanere.<br />
L’opinione pubblica si indigna e diventa sempre più consapevole del costo di una speculazione forsennata e incosciente, grazie alle immagini di migliaia di chilometri di coste distrutte, di specie in via di estinzione, di habitat che ci metteranno decenni per tornare allo stato precedente, se mai ci riusciranno. L&#8217;Unione Europea che già ha manifestato maggiore sensibilità sulla necessità di abbattere le emissioni di CO2, potrebbe in questa fase svolgere un ruolo di traino, rispetto allo smarrimento che sembra prevalere negli Usa, la cui economia è ancora prevalentemente basata sul petrolio, per rilanciare <span style="color: #008000;"><strong>un’economia veramente green</strong></span> basata su energie rinnovabili e soprattutto sul risparmio energetico, che potrebbe far leva su un’opinione pubblica molto sensibile e mobilitata sulla tutela del territorio. Ma non è affatto semplice. La fine dell’era del petrolio non si decreta per legge, né tanto meno è sufficiente chiudere il rubinetto. Se ci guardiamo intorno ci troviamo ancora in piena età petrolifera.<br />
Cosa ne pensate? Comunicateci il vostro punto di vista, scrivendo a <strong><span style="color: #008000;">redazione@green-voice.eu </span></strong><span style="color: #008000;">o intervenendo</span><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong><span style="color: #008000;">sul</span><strong><span style="color: #008000;"> blog<br />
</span></strong></p>
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		<title>Il business delle biomasse e dei biocarburanti nel sistema industriale italiano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 15:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Biomass Energy Report 2009, curato dall’Energy &#38; Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, affronta il settore delle biomasse in senso lato, dal recupero energetico dei rifiuti alla produzione di biocarburanti (bioetanolo e biodiesel), dall’impiego delle biomasse agro-forestali per la produzione di calore ed energia elettrica sino alla combustione del biogas [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <span style="color: #003300;"><strong>Biomass Energy Report 2009</strong></span>, curato dall’<span style="color: #003300;"><strong>Energy &amp; Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano</strong></span>, affronta il settore delle biomasse <em>in senso lato</em>, dal recupero energetico dei rifiuti alla produzione di biocarburanti (bioetanolo e biodiesel), dall’impiego delle biomasse agro-forestali per la produzione di calore ed energia elettrica sino alla combustione del biogas derivante dagli scarti agricoli o dai reflui civili e industriali.<br />
Abbiamo chiesto al <span style="color: #003300;"><strong>Prof. Vittorio Chiesa</strong></span>, direttore dell’Energy &amp; Strategy Group del Politecnico di Milano,  <span style="color: #003300;"><strong>quali sono i dati significativi che emergono</strong> <strong>dal Report 2009</strong></span></p>
<p>“<em>Il quadro sullo stato dell’industria italiana delle</em> <em>biomasse” </em>afferma Vittorio Chiesa<strong> </strong><em>“ è ricco</em> <em>di chiaroscuri, con potenziali di sviluppo “sulla carta”</em> <em>estremamente promettenti – derivanti ad esempio</em> <em>dall’obbligo sancito a livello europeo di immissione</em> <em>crescente di carburanti “bio” o ancora dalla evidente</em> <em>volontà di chiudere il capitolo delle “emergenze</em> <em>rifiuti” – ma altrettanti “limiti” che si manifestano</em> <em>all’atto pratico – nella complessità delle procedure</em> <em>autorizzative, nei conflitti con la filiera del food o</em> <em>ancora nel rischio che siano le grandi imprese straniere</em> <em>che controllano i flussi di import delle materie</em> <em>prime e dei semilavorati ad appropriarsi di gran parte</em> <em>del “valore” che gli schemi di incentivazione italiani</em> <em>mettono a disposizione del settore.”</em></p>
<p>Il principale obiettivo di questa prima edizione del Biomass Energy Report è quello di fornire un quadro il più possibile completo ed organico del business delle bioenergie in Italia, focalizzandosi sulle diverse modalità attraverso cui le biomasse possono essere valorizzate dal punto di vista energetico. In particolare, lo studio ha preso in esame la produzione di energia elettrica e termica da biomasse agroforestali, la termovalorizzazione dei Rifiuti Solidi Urbani, la generazione di energia elettrica in impianti alimentati a biogas e l’utilizzo di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo) nel settore del trasporto.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> <span style="color: #003300;">Per leggere l’articolo competo e il focus su <em>biomasse e biocarburanti</em>, <a href="http://www.green-voice.eu/file/GreenVoice_5_2010.pdf" target="_blank">scarica il pdf completo del numero di aprile</a></span></strong><strong> </strong></p>
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		<title>Cloud computing e social network mettono a rischio l&#8217;ambiente, secondo Green Peace</title>
		<link>http://www.green-voice.eu/?p=301</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 18:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green It]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il 2020 i principali protagonisti del cloud computing e dei mega centri dove verranno convogliati i dati  a livello mondiale consumeranno più potenza di Francia, Germania, Canada e  Brasile messi insieme. Lo sostiene un Green Peace in un report appena pubblicato.
Il gruppo invita le aziende di tecnologia che richiedono grandi data center ad utilizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il 2020 i principali protagonisti del cloud computing e dei mega centri dove verranno convogliati i dati  a livello mondiale consumeranno più potenza di Francia, Germania, Canada e  Brasile messi insieme. Lo sostiene un <span style="color: #008000;"><strong>Green Peace</strong></span> in un report appena pubblicato.<br />
Il gruppo invita le aziende di tecnologia che richiedono grandi data center ad utilizzare energie rinnovabili, avvertendo che “la crescita dell’Internet computing potrebbe essere causa di un impennata nelle emissioni di gas serra”.</p>
<p>Non si è fatta attendere la risposta di<span style="color: #008000;"> <strong><span style="color: #008000;">Microsof</span>t</strong></span>, che all’inizio di marzo aveva dichiarato, per voce di Steve Balmer, che il futuro dell’azienda di Seattlesarà  nel cloud.  Spiegando l’attenzione di Microsoft per l’ambiente e al risparmio energetico in tutte le proprie attvità business <strong>Francois Ajenstat</strong>, senior director of Environmental Sustainability, Microsoft Corp, cha ha sottolineato<strong>: </strong>“<em>It’s important to note, datacenters and cloud-based services can help people reduce their impact on the environment.  For instance, unified communications technologies can help people reduce travel and home energy management services like Microsoft Hohm can help reduce home energy use”.</em></p>
<p>Il dibattito è appena iniziato. Leggete il report <span style="color: #008000;"><strong><a href="http://www.greenpeace.org/usa/news/the-ipad-internet-climate-change-100329" target="_blank">&#8220;Make IT Green: Cloud Computing and its Contribution to Climate Change&#8221;</a>,</strong></span> e mandateci i vostri commenti.</p>
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		<title>WIND E ALCATEL – LUCENT INSIEME PER IL RISPARMIO ENERGETICO</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 21:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green It]]></category>

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		<description><![CDATA[Wind, in collaborazione con Alcatel-Lucent, lancia sul mercato “Wind Energy Platform”, soluzione avanzata che consente di monitorare, ottimizzare e ridurre i consumi all’interno di edifici civili e industriali.
Wind Energy Platform è dunque un evoluto sistema di monitoraggio che misura le condizioni ambientali, di illuminazione, gli impianti termici e di condizionamento e gli accessi alle strutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong>Wind</strong></span>, in collaborazione con <strong><span style="color: #008000;">Alcatel-Lucent</span></strong>, lancia sul mercato “Wind Energy Platform”, soluzione avanzata che consente di <strong><span style="color: #008000;">monitorare, ottimizzare e ridurre i consumi </span></strong>all’interno di edifici civili e industriali.</p>
<p>Wind Energy Platform è dunque un evoluto sistema di monitoraggio che misura le condizioni ambientali, di illuminazione, gli impianti termici e di condizionamento e gli accessi alle strutture controllate per ridurre l’uso delle risorse energetiche. La piattaforma migliora, pertanto, anche il comfort lavorativo e risolve, in modo integrato, le complesse attività di gestione e ottimizzazione di impianti diversificati come strutture industriali e siti di grande estensione.<br />
<span id="more-278"></span><br />
Wind, con questa soluzione, rinnova il suo impegno nel settore ecologico e focalizza maggiormente l’attenzione verso la clientela business, con un portafoglio più ampio di offerte attraverso sistemi di controllo e gestione che uniscono vantaggi e comfort ad un’elevata sicurezza degli ambienti lavorativi.</p>
<p>Pierpaolo Festino, Direttore della Business Unit “Business” di Wind, ribadisce “la disponibilità di soluzioni di Information &amp; Communication Technology (ICT) nel portafoglio di offerta Business. Wind  continua ad ampliarsi per aiutare le aziende clienti a focalizzarsi sul proprio “core business”, la-sciando  all’operatore telefonico la gestione delle soluzioni di complemento. Grazie al supporto tecnologico e professionale specializzato di Wind, i clienti  potranno scegliere le modalità di utilizzo mirate alle loro esigenze, hosted o managed, anche in soluzioni multi-sito e sempre con la massima sicurezza fornita  dalle nostre reti ”.</p>
<p>“La maggiore efficienza energetica di complessi civili e industriali è una necessità ineludibile sia per gli impatti sui costi sia per quelli sull’ambiente”, sottolinea Antonio Carrozzo, Direttore Services Central Mediterranean Countries di Alcatel-Lucent. “Questa soluzione, che contribuisce anche a migliorare comfort e sicurezza degli ambienti, si rivolge in modo particolare ai grandi clienti che hanno necessità di controllare e ottimizzare il proprio budget energetico, implementare politiche in materia coerenti con le direttive Europee e nazionali, concorrendo anche all’ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), i preziosi “certificati bianchi”, che premiano le aziende energeticamente più virtuose”.</p>
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