Clima di ottimismo sul ˝clima˝
E’ iniziata il 7 dicembre la 15esima conferenza dell’Onu a Copenhagen,
A differenza dei giorni scorsi sembra si stia diffondendo un certo ottimismo. La discussione sembra infatti si sia evoluta dal se, visto che tutti i capi di stato sembra siano d’accordo sugli obiettivi, al come, che rappresenta già un bel passo in avanti.
L’ottimismo può certamente essere consentito se si considerano i passi in
avanti fatti rispetto a Kyoto, quando, ricordiamo, un paese determinante come gli Stati Uniti era fermamente deciso a restare fuori dalla firma del
protocollo. Oggi al vertice partecipano per decidere i principali protagonisti mondiali. Trovare il come realizzare gli obiettivi su cui pure si concorda non sarà tuttavia facile vista la difficoltà di conciliare le posizioni dei paesi più industrializzati, che sono anche i principali energivori, con quelle dei paesi in pieno sviluppo che, come India, Brasile e , per certi versi la stessa Cina, non intendono frenare la loro crescita economica e pretendono aiuti da chi fino ad oggi ha consumato di più. Quale sarà il punto di equilibrio
che si può raggiungere non è dato sapere in questo momento. certo l’Europa potrebbe svolgere un ruolo fondamentale se solo riuscisse, per una volta, a parlare con una voce sola.
E’ però certo che il dibattito sul clima ha attraversato i paesi, la società, il mondo delle industrie. Dopo Copenhagen nulla sarà come prima. Pensare ad un crescita sostenibile e sentirsi responsabili verso la terra e le generazioni che verranno sta andando oltre il facile slogan o l’opportunismo
marketing. E’ qualcosa che si deve fare ma che forse conviene.
Visto che il tempo fino alla prossima uscita del nostro mensile ci sembra
troppo lungo cercheremo di tenervi aggiornati sui principali eventi del
vertice di Copenhagen. E vi suggeriamo di vedere direttamente i progressi consultando il link.
Vi aspettiamo con i vostri commenti su www.green-voice.eu


